White Day A Labyrinth Named School: Recensione, Trailer e Gameplay

Pubblicato da: Giovanni Damiano- il: 11-09-2017 9:22

Uscito nel lontano 2001 in Corea, White Day arriva anche in terra nostrana con un Remake, ed oggi vogliamo condividere con voi la nostra Recensione. White Day è un horror moderno privo di armi, dove il giocatore è costretto a fuggire o nascondersi dalla presenza demoniaca che si aggira per l’istituto scolastico.

Il 14 Marzo in Corea del Sud, Giappone e Cina si festeggia il White Day, giornata nella quale gli studenti sono soliti regalare dolci di cioccolato bianco alle ragazze di cui sono innamorati, ricambiando il dolcetto fondente ricevuto il mese prima.

In White Day: A Labyrinth Named School vestiamo i panni di uno studente, il quale si intrufola nel cuore della notte in una scuola, allo scopo di restituire il diario smarrito della ragazza di cui è innamorato, lasciando un dolcetto come regalo nel suo armadietto.

Il protagonista si ritroverà coinvolto nel salvataggio di 4 ragazze intrappolate nell’edificio scolastico, popolato di notte da fantasmi e credenze popolari dell’Asia, pronte ad ostacolare la nostra esplorazione ponendo fine alla vita del malcapitato.  

4 sono le ore richieste per portare a termine l’avventura, ricca di enigmi non sempre immediati e a volte frustranti. Ogni spirito che si aggira nella scuola ha una storia, la quale viene narrata in dei file di testo sparsi per le stanze della struttura.

Pochi ma inquietanti scarejump ed un’atmosfera di tutto rispetto, sono in grado di tenere il giocatore incollato alla sedia per l’intera durata, facendo leva sul fattore rigiocabilità, grazie alla presenza di finali multipli, basati sulle scelte compiute nel corso della terrificante avventura.

A distanza di 16 anni circa dal lancio del titolo originario, ci ritroviamo di fronte un remake di tutto rispetto, che vanta di modifiche non solo al comparto grafico e sonoro ma anche all’interfaccia utente e dettagli non trascurabili, nonostante i movimenti del protagonista e l’interazione con lo scenario appaiano il più delle volte lagnosi.

White Day è ambientato per tutta la sua durata in una grande scuola, ponendo il giocatore di fronte ai medesimi elementi con i quali interagire tramite la pressione dell’apposito tasto. I salvataggi sono limitati e legati a dei pennarelli, utilizzabili nelle poche bacheche presenti nell’istituto, con la presenza di salvataggi automatici, pronti a ricaricare la partita dall’ultimo checkpoint raggiunto.

Nel corso del gioco ci ritroveremo non solo a fronteggiare i vari spiriti, in grado di dimezzarci la barra vitale in pochi secondi, ma anche a sfuggire dalle grinfie di un bidello che si aggira per l’istituto nel cuore della notte.

Tramite i distributori automatici è possibile recuperare oggetti curativi per ripristinare la barra della salute, utilizzabili solo con le monete che è possibile recuperare in punti prestabiliti.  

White Day A Labyrinth Named School GAMEPLAY TRAILER

6.6

Il gioco si presenta dunque come un survival horror vecchia scuola, che prende spunto dal celebre Fatal Frame alias Project Zero in atmosfere e gameplay ma sfruttando il White Day asiatico per dare vita ad un'esperienza terrificante che merita di essere giocata. 

Grafica
7.0
70%
Gameplay
6.5
65%
Sonoro
7.5
75%
Longevità
6.0
60%
Trama
6.2
62%

Giovanni Damiano

Appassionato di videogiochi, telefonia, informatica e intrattenimento. Nato con un controller tra le mani vive in una remota zona della Transilvania in attesa di giochi da completare. La sua prima parola è stata "Press Start"! Cresciuto con un NES 8 BIT ha raggiunto l'illuminazione con la nextgen e i VR

Lascia un commento