The Perils of Man: Recensione, Trailer e Gameplay

Pubblicato da: Giovanni Damiano- il: 19-05-2017 8:25

Sono trascorsi diversi anni dal lancio di The Perils of Man ed oggi vogliamo condividere con voi la nostra Recensione su gentile concessione degli sviluppatori, della serie meglio tardi che mai. Sviluppato da IF Game e Vertigo Games con la collaborazione di Bill Tiller, The Perils of Man è approdato anche su dispositivi mobile, offrendo agli appassionati delle avventure punta e clicca, la possibilità di giocarlo dal proprio smartphone.

Dove la semplicità la fa da padrone

Il gioco ci permette di vestire i panni di Ana, una ragazzina svizzera appassionata di scienza ma che soffre l’isolamento a cui la costringe sua madre, traumatizzata dalla misteriosa scomparsa del padre. La madre per evitare ogni genere di rischio per se stessa e sua figlia, decide di rinchiudersi all’interno della spettrale abitazione con un temporale esterno all’abitazione (ironia della sorte).

La notte del sedicesimo compleanno di Ana, arriva per lei l’occasione di vivere una grande avventura e partire alla ricerca di suo padre, svelando il mistero che si cela dietro la sua scomparsa. Nei piani inferiori dell’abitazione vi è un laboratorio che custodisce l’ultima evoluzione di un progetto al quale gli antenati di Ana hanno lavorato, focalizzando l’attenzione del giocatore su due oggetti chiave, un libro intitolato The Perils of Man ed un paio di occhiali che consentono di identificare gli oggetti pericolosi presenti nell’ambiente oltre che interagire con il libro per aprire dei varchi temporali. 

Anche l’occhio vuole la sua parte

In compagnia di un automa di nome Darwin, Ana compirà il viaggio più incredibile ed entusiasmante della sua vita, la quale la porterà nella Londra vittoriana del 1800. Nonostante la trama intrigante ed originale, The Perils of Man presenta un comparto grafico deludente e dalle animazioni carenti che non rende giustizia al titolo, oltre la totale assenza del supporto della lingua nostrana, obbligando il giocatore ad affrontare l’intero viaggio della durata di poche ore (tipico delle avventure grafiche) contando sulla propria conoscenza dell’inglese.

Altro lato negativo risiede nell’interazione con gli oggetti presenti nell’inventario, cercare con il mouse i punti sensibili con i quali interagire risulta frustrante e irritante, nonostante ci venga proposta la possibilità di esplorare lo scenario da cima a fondo oltre che scansionare la schermata.

Riordinando le idee 

La generosa presenza di suggerimenti e indizi aiutano a risolvere in poco tempo gli enigmi proposti, anteponendone la difficoltà. La progressione negativa della storia e dei puzzle distoglie l’attenzione dalla trama principale, ponendoci di fronte di tanto in tanto a dialoghi ed elementi utili allo svolgimento della storia come fosse un’accozzaglia di idee disordinate.

Il tutto condito da un finale fettoloso che si sposa alla perfezione con le sole 5 ore di gioco richieste per portare a termine l’avventura. 

2.0

The Perils of Man non riesce ad ottenere la sufficienza a causa delle numerose problematiche che affliggono il titolo, dall'assenza del supporto italiano ad un comparto grafico deludente, condito da una mediocre longevità accompagnata da una rapida e intuitiva risoluzione degli enigmi proposti, un'avventura grafica di cui non sentiremo la mancanza.

Giovanni Damiano

Appassionato di videogiochi, telefonia, informatica e intrattenimento. Nato con un controller tra le mani vive in una remota zona della Transilvania in attesa di giochi da completare. La sua prima parola è stata "Press Start"! Cresciuto con un NES 8 BIT ha raggiunto l'illuminazione con la nextgen e i VR

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