Recensione Playstation VR – Nella realtà virtuale con Sony su PS4

Pubblicato da: Giovanni Damiano- il: 19-10-2016 8:25 Aggiornato il: 20-10-2016 7:41

Dopo aver trascorso intere giornate o quasi nella realtà virtuale di Playstation 4 con il Playstation VR, quest’oggi vogliamo condividere con voi la nostra Recensione sia del visore che dei giochi che abbiamo avuto modo di testare per voi, facendo delle nette differenze rispetto al visore concorrente ossia l‘Oculus Rift.

PSVR

La realtà virtuale arriva su Playstation 4

Durante l’unboxing ci siamo sentiti euforici come si suol dire all’idea di mettere le mani sulla realtà virtuale di Sony, nonostante per anni abbiamo vissuto in VR grazie a prodotti come l’Oculus Rift o il Gear di Samsung. Prima di tutto partiamo dalla confezione, strutturata in scompartimenti, nei quali troverete:

  • Il visore
  • L’unità di calcolo esterna
  • I cavi necessari al funzionamento
  • Un panno per la pulizia del visore
  • Un disco contenente le demo
  • Un manuale con le istruzioni per il montaggio e l’utilizzo
  • Cuffiette surround

La prima grande differenza rispetto l’Oculus Rift risiede indubbiamente nella presenza eccessiva di cavi, abbiamo infatti:

  • Un cavo HDMI che va dalla console all’unità di calcolo
  • Un cavo USB che va dall’unità di calcolo alla console
  • Un cavo che collega la camera alla PS4 (non inclusa nel bundle base del visore)
  • 2 cavi che vanno dall’unità di calcolo al visore
  • Un paio di cuffiette che vanno collegate al visore
  • Un cavo di alimentazione che va dall’unità di calcolo alla corrente
  • Un cavo HDMI che va dall’unità di calcolo al televisore

L’Oculus Rift richiede 2 cavi (HDMI e USB) da collegare al PC ed un terzo da connettere al PC per il visore, per questo motivo dovrete avere molto spazio per depositare tutti questi cavi, l’unità di calcolo e la camera oltre la console.

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La comodità fatta VR

Partiamo ora da una delle differenze che rende il visore di Sony superiore a quello di Oculus, in primis la possibilità di utilizzare occhiali da vista anche spessi, in quanto le dimensioni del Playstation VR sono generose da consentire non solo di giocare con gli occhiali, ma anche di regolare sia la parte posteriore che anteriore per adattare al meglio il VR al proprio viso a differenza della concorrenza dove è possibile solo allontanare o avvicinare le lenti tra di loro e regolare in maniera limitata la parte posteriore del visore.

Altra importante differenza risiede nel cavo penzolante che scende dal VR, mentre su Oculus Rift il cavo è invadente rompendo quella magia offerta dall’immersione nella realtà virtuale e ricordandoci di trovarci comodamente seduti sulla poltrona di casa, quello del Playstation VR è situato in modo che nonostante scenda a terra non infastidisca il giocatore. Quindi in termini di comodità il Playstation VR guadagna un punto rispetto la concorrenza.

Surround virtuale

Passiamo ora al comparto audio proposto dai visori, se Oculus Rift propone delle cuffie integrate nel visore che consentono di immergersi appieno nella realtà virtuale, il VR di Sony purtroppo ne è sprovvisto, per poter giocare con le cuffie bisognerà collegarle all’apposito ingresso, aggiungendo quindi un ulteriore cavo. Le cuffiette in dotazione nonostante siano scomode da indossare per lunghe sessioni, sono in grado di emettere un suono di altissima qualità, coinvolgendo appieno il giocatore, anche se in termini di comodità l’Oculus Rift in questo caso è da preferire.

Sony consiglia di utilizzare le cuffiette in dotazione ma se volete potete collegare qualsiasi tipo di cuffia, magari delle Turtle Beach al visore per poter coprire totalmente le vostre orecchie e immergervi nella realtà virtuale allontanandovi dal mondo esterno in tutto e per tutto.

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Configurazione e utilizzo

Una volta assemblato il tutto, noterete che la configurazione del visore a differenza degli Oculus Rift appare più immediata e veloce, oltre la possibilità di modificare in seguito numerosi settaggi tramite l’apposito menu. L’Oculus Rift viene associato automaticamente ad un software chiamato Oculus Home, il quale si avvia automaticamente una volta indossato il visore, una home che consente di lanciare giochi ed app tramite controller esterni, il Playstation VR una volta acceso può essere usato sia nella dashboard della console che nei giochi e nelle applicazioni, in quanto è stato concepito sia per fungere da VR e quindi immergersi nella realtà virtuale nelle esperienze progettate appositamente che per simulare lo schermo del televisore.

E’ qui che purtroppo arriva una netta differenza che toglie un punto al visore di Sony. Mentre si gioca in VR con i Rift, se si decide di togliere il visore, il gioco entra automaticamente in pausa mentre il visore di Sony continua a funzionare, rendendo quindi possibile il gioco anche con il VR posizionato sulla testa o sulle gambe. Lo schermo che è possibile vedere nel Playstation VR è settabile in grandezza tramite le impostazioni. Per giocare con i Rift è possibile utilizzare sia un controller XBOX ONE che i Touch (in arrivo a Dicembre), mentre su Playstation VR il DualShock 4 o 2 Move.

Una volta indossato il visore e premuto il pulsante di accensione posto su una mini console di comando tra il visore e l’unità di calcolo, vi troverete di fronte la dashboard della console, lanciando un gioco in VR questi partirà automaticamente nel visore ma dando la possibilità agli spettatori di vedere il gameplay seppure ad una risoluzione inferiore sulla TV di casa.

Questioni di risoluzione

Nonostante il VR di Sony sia in grado di offrire un senso di immersione totale nella realtà virtuale, oltre la comodità dello stesso e della possibilità di giocare in VR dal salotto di casa senza disporre di un PC ma direttamente dalla console, non vanta le stesse specifiche dell’Oculus Rift,la causa è attribuita alle poche risorse offerte da PS4 rispetto un PC di fascia alta, per tale motivo Sony si è vista costretta a ridurre la risoluzione, proponendo la metà di quella dei Rift e mettendo quindi in risalto il cosiddetto effetto Pixel, visibile facilmente quasi come se il gioco fosse sgranato.

Anche se l’effetto pixel è evidente, il senso di immersione è tale da mettere in secondo piano questo aspetto, anteponendo ad esso il divertimento e allo stesso tempo la paura in horror come Until Dawn Rush of Blood, Here They Lie e Resident Evil 7. Se avete intenzione di acquistare il VR di Sony, partite dal presupposto che la schermata di gioco non è limpida, dopotutto è come avere un display da 1920 x 1080 pixel incollato agli occhi.

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I giochi di lancio

Passiamo ora ai giochi di lancio, tra quelli gentilmente offerti da Sony e che quindi abbiamo avuto modo di provare vi sono:

  • Driveclub VR
  • Hustle Kings VR
  • Tumble VR
  • RIGS
  • Until Dawn: Rush of Blood
  • VR Worlds
  • Super Stardust Ultra VR
  • Here They lie
  • Rez Infinite

ai quali abbiamo aggiunto ulteriori titoli scaricati dal Playstation Store come:

  • Resident Evil 7 Kitchen
  • Batman VR
  • Project Diva VR
  • ed altri ancora

Sono molti i titoli proposti al lancio del visore contrariamente agli Oculus Rift, giochi per tutti i gusti, da Driveclub per gli amanti dei racing game, ad Until Dawn o Here they Lie per chi amata il genere horror, concludendo la collana con Batman VR per i detective e fan del cavaliere oscuro. Nostante in tutti i titoli l’effetto pixel sia presente, il senso di immersione è tale da farvi dimenticare di trovarvi nella vostra stanza o salotto che sia.

In Until Dawn Rush of Blood vi troverete su un carretto all’interno di un luna park horror dove tramite le pistole in dotazione dovrete sparare ai bersagli e ai mostri presenti nei pochi ma terrificanti livelli di gioco, dove gli scare jump sono all’ordine del giorno e spesso vi ritroverete a togliervi il visore per fare una pausa e prendere coraggio per proseguire. E’ consigliabile l’uso dei MOVE per rendere il gioco più divertente e realistico, un consiglio è di acquistare sia i MOVE che 2 pistole per i controller.

Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare la nostra Recensione Until Dawn: Rush of Blood

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Con DriveClub VR avete la possibilità di salire a bordo di numerosi bolidi con visuale sia in terza (sconsigliata) che in prima persona, avendo la sensazione di trovarvi realmente a bordo della vettura, partecipando a gare o sessioni singole. In questo caso è consigliato l’uso di un volante e magari di una sedia da racing per poter avere il massimo dell’esperienza. Purtroppo se in Until Dawn l’effetto pixel viene messo da parte a causa dalla paura, in DriveClub è presente pesantemente, rendendo il paesaggio sgranato in lontananza.

In Batman VR invece avete la possibilità di indagare su degli omicidi nei panni del cavaliere oscuro, analizzando le prove e l’ambiente circostante, con la possibilità di interrogare testimoni e catturare criminali, confrontandovi con essi in prima persona, dandovi la sensazione di trovarvi realmente a Gotham, un’esperienza unica che vi consigliamo di vivere.

Questi sono solo alcuni dei tanti e tanti giochi che il visore di Sony propone e che potete scaricare gratis o a pagamento tramite il Playstation Store. Se volete acquistare il VR, il costo è di 399 euro per il bundle base, ai quali dovete aggiungere 100 euro circa per move e camera.

Giovanni Damiano

Appassionato di videogiochi, telefonia, informatica e intrattenimento. Nato con un controller tra le mani vive in una remota zona della Transilvania in attesa di giochi da completare. La sua prima parola è stata "Press Start"! Cresciuto con un NES 8 BIT ha raggiunto l'illuminazione con la nextgen e i VR

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