[Recensione] King’s Quest

Pubblicato da: Giovanni Damiano- il: 09-09-2015 8:52

Nato nel lontano 1983 e conclusosi nel 1998 per opera di Sierra, King’s Quest torna su console dopo 17 anni di riposo con una collection completamente in alta definizione e suddivisa in episodi. Oggi vogliamo condividere con voi le nostre impressioni sulla versione Xbox One del titolo.

King's Quest

Una collection per King’s Quest su nextgen

I ragazzi di The Odd Gentleman sono riusciti a riproporre uno dei padri del genere punta e clicca in chiave moderna con la supervisione di Roberta Williams (autrice del gioco). In King’s Quest vestiamo i panni di Graham, futuro Re di Daventry, partendo dalle sue prime avventure all’incoronazione come sovrano, dalla gioventu all’anzianità, scopriremo come sia diventato forte e coraggioso nel corso degli anni. Il gioco ci metterà di fronte a delle cut-scene ambientate al presente, dove Graham RE racconterà alla sua nipotina le gesta e gli eventi che lo hanno portato alla gloria tramite dei gameplay nel passato popolato da draghi, caverne pericolose, villaggi medioevali, giganti e boschi oscuri.

Il team di sviluppo ha deciso di donare un look grafico cartoonesco mescolando il 3D al cell shading e aggiungendo un gameplay innovativo e divertente che si distacca da quello proposto in passato, con fondali disegnati a mano e una leggera deformazione per i singoli personaggi. La versione Xbox One rispetto a quella PC presenta problemi come caricamenti a volte lunghi, qualità delle texture non sempre ottimali e dei lievi ma notabili cali di frame durante il gameplay.

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Lo sbadiglio incantato

Enigmi, oggetti magici, inventario e dei ricchi dialoghi sono solo alcuni degli elementi che portano in questa nuova versione della nota avventura grafica una ventata di aria fresca, notabile sopratutto in un gameplay che abbandona il punta e clicca per divenire un action. Nella maggior parte dell’avventura potremo esplorare il mondo di gioco, risolvendo enigmi ed evitando pericoli di ogni tipo e se i neofiti apprezzeranno il basso livello di difficoltà storceranno il muso difronte ai pochi elementi con i quali sarà possibile interagire, causando di tanto in tanto qualche sbadiglio di fronte ad enigmi facili da risolvere se si dispongono degli oggetti adatti allo scopo.

La possibilità di velocizzare o saltare i dialoghi passando quindi all’azione senza esitazioni, dona al titolo un punto a favore e fa sorridere coloro che non hanno tempo da perdere per subirsi interi minuti di dialoghi, nonostante siano di vitale importanza per apprendere la storia. La mancata localizzazione italiana sia in doppiaggio che in testo potrebbe rendere difficoltosa l’avventura e la trama stessa a coloro che non masticano la lingua inglese.  Per completare il primo episodio (unico disponibile per ora) impiegherete circa 5 ore, il che ci fa pensare che la longevità complessiva dovrebbe aggirarsi sulle 25h o forse qualcosa in meno, il che giustifica il costo di 39.90€ per la collezione completa.

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Conclusione e impressioni

Premetto che sono un grande appassionato del genere e che non ho avuto modo di giocare i capitoli originari, ma questa nuova versione è stata in grado di destare il mio interesse sia per il comparto grafico che per un gameplay totalmente differente dalle classiche avventure grafiche. L’assenza della lingua italiana è una vera e propria spina nel fianco che impedisce anche a coloro che conosco la lingua inglese, di cogliere quel pizzico di ironia in alcune battute, rendendo l’avventura bella da giocare ma non adatta ad un pubblico vasto.

Giovanni Damiano

Appassionato di videogiochi, telefonia, informatica e intrattenimento. Nato con un controller tra le mani vive in una remota zona della Transilvania in attesa di giochi da completare. La sua prima parola è stata “Press Start”! Cresciuto con un NES 8 BIT ha raggiunto l’illuminazione con la nextgen e i VR

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