Recensione Gravity Rush Remastered Gameplay

Pubblicato da: Giovanni Damiano- il: 02-02-2016 9:06 Aggiornato il: 15-02-2017 10:04

Sono trascorsi 4 anni circa dall’ultima volta che vi abbiamo parlato di Gravity Rush. Oggi a distanza di cosi tanto tempo siamo lieti di condividere con voi la nostra recensione, sulla versione rimasterizzata per PS4 della celebre esclusiva Playstation, lanciata sul mercato in occasione dell’uscita del sequel.

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Volare a gravità zero

In Gravity Rush vestiamo i panni di una fanciulla priva di memoria, accompagnata nel corso della sua avventura da un gatto dagli strani poteri, il quale le permette di controllare la gravità per spostarsi rapidamente nello scenario, raggiungendo luoghi distanti e punti elevati. Inizialmente previsto su PS3, lo sviluppo è stato spostato successivamente su PSVITA, giungendo anche su PS4 in Giappone dallo scorso Dicembre e in Europa da oggi.

L’elemento principale che contraddistingue Gravity Rush da un qualsiasi altro action adventure, risiede nella possibilità di svolazzare per lo scenario, sfruttando l’abilità gravitazionale di cui è dotata KAT. Come ogni altro potere anche la gravità ha un utilizzo limitato, il tutto gestito da un’apposita barra, che una volta scesa allo zero, impedirà alla giovane fanciulla di svolazzare per una durata di pochi secondi. Tramite la gravità KAT è in grado di scagliare oggetti contro i suoi nemici, sferrare micidiali calci e combo straordinarie, indispensabili per colpire boss o semplici avversi su una sfera luminosa, unico punto debole degli stessi. Nel corso del gioco faremo la conoscenza di una misteriosa ragazza dotata dei medesimi poteri ma a differenza di KAT accompagnata da un corvo.

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Free roaming gravitazionale

Gravity Rush ci porta in una città sospesa nei cieli suddivisa in 4 distretti principali controllati da differenti boss, collegati tra di loro tramite una sorta di stazione che ricorda molto il Galaxy Express 999, per spostarsi da una città all’altra è possibile utilizzare dei teletrasporti che saranno attivi solo dopo aver completato tutte le missioni principali del distretto. Sconfiggendo i nemici potremo raccogliere delle pietre preziose, che serviranno per migliorare e potenziare le abilità di KAT tra barra vitale, velocità nei movimenti, forza e durata della gravità.

Oltre le missioni principali che permetteranno di avere informazioni dettagliate sulla trama e aiuteranno KAT a recuperare la memoria, ci imbatteremo spesso in richiese secondarie, che oltre ad incrementare la longevità del gioco, permetteranno di ottenere contenuti extra come capi d’abbigliamento ed altro ancora, missioni che variano dal recuperare particolari oggetti a salvare un cittadino dalle presenze oscure.

KAT in qualsiasi momento potrà far ritorno alla base, una casa accogliente situata nel distretto inferiore della città, un sistema fognario nel quale potremo salvare la partita, spostarci da un da un luogo all’altro, cambiare il vestito ed altro ancora. I tombini in città potranno essere utilizzati per spostarsi rapidamente, selezionando la destinazione se quest’ultima ovviamente è stata sbloccata nel corso del gioco.

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Il punto della situazione

Premendo lo start si accede ad una mappa dettagliata, la quale mostra missioni principali e secondarie e tutti i punti di interesse disponibili, oltre le schede potenziamenti e missioni nelle quali avremo un resoconto delle potenzialità di KAT e delle attività svolte e incompiute. A differenza della versione portatile, il remastered presenta un comparto grafico di nuova generazione con un maggior numero di animazioni più dettagliate e un gameplay cosi fluido che a volte sembrerà di sfiorare i 60FPS.

Uno dei lati negativi visibili fin da subito risiede ancora una volta nella gestione della telecamera, che a volte risulterà assai ostica da metterci in difficoltà sia negli spostamenti che durante i combattimenti. E se la camera è un problema nulla da ridire per un gameplay rivisto e corretto, fluido e intuitivo ma allo stesso tempo in grado di divertire sia i giocatori che hanno già completato questa avventura gravitazionale, che coloro che si avvicinano per la prima volta al meraviglioso mondo di Gravity Rush.

Al primo avvio ci viene proposto un filmato introduttivo con una sorta di tutorial, che permette al giocatore inesperto e a coloro che decidono di affrontare per la prima volta quest’avventura gravitazionale di apprendere i comandi basilari per giocare, dagli spostamenti al volo gravitazionale, dai combattimenti all’utilizzo della mappa.

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La malvagità fatta gravità

Una misteriosa presenza oscura minaccia di portare morte e distruzione nella tranquilla cittadina sospesa nei cieli, il nostro compito è quello di sventare la sua minaccia scacciando l’oscurità dai distretti, affrontando combattimenti il più delle volte nei cieli, effettuando combo e colpi micidiali una volta inquadrati gli avversari, il che inizialmente porta il giocatore di fronte ad un senso di frustrazione e smarrimento.

Ogni nemico ha dei punti deboli luminosi, a volte visibili solo in alcuni momenti, obbligando KAT a rifugiarsi in luoghi sicuri in attesa che la barra gravitazionale sia carica abbastanza da poter tornare nell’area di combattimento e quando vi sono nemici in grado di rigenerarsi la situazione diventa assai complessa. Oltre la barra della gravità ne è presente una seconda, la quale una volta carica permetterà a KAT di sferrare una combo devastante, in grado di colpire automaticamente tutti i punti deboli dei suoi nemici fino a farli esplodere.

Durante i combattimenti potremo vantare su delle sfere luminose che permetteranno di ripristinare salute e gravità molto più rapidamente, permettendoci di concludere i combattimenti nel migliore dei modi.

Conclusione e Impressioni

Tralasciando la monotonia di un tutorial iniziale quasi forzato con cutscene non skippabili, il remastered di Gravity Rush è stato in grado di offrirmi le stesse emozioni di 4 anni fa, un titolo che merita assolutamente l’acquisto, sopratutto se siete alla ricerca di un’esclusiva originale, divertente e innovativa, un gioco che vi lascerà incollati al televisore per l’intera durata, sia per un comparto grafico mix tra anime e 3D che per una colonna sonora rilassante e un gameplay frenetico quel tanto che basta.

Giovanni Damiano

Appassionato di videogiochi, telefonia, informatica e intrattenimento. Nato con un controller tra le mani vive in una remota zona della Transilvania in attesa di giochi da completare. La sua prima parola è stata "Press Start"! Cresciuto con un NES 8 BIT ha raggiunto l'illuminazione con la nextgen e i VR

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