Recensione Bioshock The Collection

Pubblicato da: Giovanni Damiano- il: 26-09-2016 8:11

Sono trascorsi quasi 10 anni da quando il capolavoro firmato Ken Levine ha raggiunto gli scaffali dei negozi, parliamo ovviamente della celebre serie di Bioshock, ed oggi siamo qui per condividere con voi le nostre impressioni sulla Collection o meglio dire Remastered. Grazie a delle ambientazioni magnifiche e ad una trama fitta quanto originale e coinvolgente, Ken Levine è riuscito a fare breccia nel cuore dei videogiocatori e appassionati del genere sparatutto, proponendo un capolavoro di infinita bellezza, approdato anche su console di nuova generazione con una raccolta completa di tutti i contenuti rilasciati nel tempo.

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Dalle profondità di Rapture ai cieli di Columbia

Ispirata agli scritti di Ayn Rand, la maestosa città di Rapture arriva su console di nuova generazione con tutti i miglioramenti che ne conseguono, dall’incremento dei poligoni ad una migliore gestione della luce. Nel primo capitolo il giocatore si ritrova nel bel mezzo dell’oceano a causa di un’incidente aereo, in prossimità di un faro con ascensore diretto ad una città sommersa, visione utopica di Andrew Ryan, convinto che al di sopra dell’uomo non devono esserci divinità.

Dopo il successo del primo capitolo arriva nei negozi Bioshock 2, il quale consente al giocatore di vivere l’avventura sommersa nei panni del primo Big Daddy, aggiungendo un pizzico di originalità alla saga e ripresentando nuovamente la medesima ambientazione, quasi a concludere le vicende lasciate in sospeso con il primo capitolo. Con Infinite Ken Levine raggiunge l’apice dello splendore nella saga, realizzando una città sospesa nei cieli.

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I pregi e i difetti di una epica remastered

Come da tradizione, anche il remastered di Bioshock presenta le medesime meccaniche di gioco, migliorate da un framerate pari a 60 con notevoli cali nelle scene finali di Infinite. Se le ambientazioni cosi come le animazioni sono state migliorate e adattate alla potenza delle nuove piattaforme, i notevoli cali di frame e la mancanza di contenuti aggiuntivi oltre quelli già proposti nel corso degli anni, lasciano dell’amaro in bocca a coloro che si aspettavano una remastered di tutto rispetto,

Nonostante i problemi citati ed alcune carenze, Bioshock riesce ancora una volta a far brillare gli occhi ai giocatori cresciuti con la saga, attirando anche a se chi invece è alla ricerca di un FPS fuori dal comune e diverso da quelli ai quali siamo stati abituati per anni. I ragazzi di 2K Games hanno deciso di scollegare i titoli proponendo 3 differenti installazioni per un totale di circa 50/60 GB ed eliminando il comparto multi giocatore, il quale vedeva i protagonisti di Rapture e Columbia, scontrarsi nelle varie modalità, lasciando quindi spazio al fulcro principale della saga, una storica più epica che rara.

rapture

Rapture: La Metropoli sommersa

Bioshock e Bioshock 2 ci portano nelle profondità di Rapture, la città sommersa di Ken Levine, progettata sulla base degli scritti di Ayn Rand. Nel primo capitolo ci ritroviamo nei panni di un naufrago vittima di un’incidente aereo, nel secondo invece di un Big Daddy. Nonostante gli ambienti chiusi della città sommersa e quindi un’esplorazione limitata alle singole stanze presenti negli edifici, in Rapture il giocatore ha piena libertà di girovagare per gli scenari alla ricerca di collezionabili, potenziamenti, munizioni ed altro ancora.

Oltre le classiche armi da mischia e da fuoco potenziabili e quindi migliorabili in gittata e potenza, il protagonista nel primo capitolo ha la possibilità di utilizzare delle abilità particolari come scariche elettriche, palle di fuoco, controllo della mente e molte altre, mentre nel secondo capitolo potremo usufruire di tutti gli armamenti di un Big Daddy. Eliminando i nemici come accade in Fallout è possibile saccheggiarli al fine di recuperare munizioni ed altri oggetti utili nel corso dell’avventura.

Per tutta Rapture sono sparsi dei distributori, i quali consentono di acquistare con le monete raccolte, potenziamenti, abilità, munizioni o ripristinare la barra della magia o della salute. Un FPS frenetico e mai monotono in grado di mescolare l’esplorazione agli scontri, lasciando di tanto in tanto spazio alla narrazione grazie alla presenza di audiolog da trovare.

bioshock infinite

Columbia: La città degli Angeli

Dopo aver esplorato gli orrori della maestosa città sommersa, Ken Levine ci porta nell’ultimo capitolo della serie Bioshock, in una città sospesa nei cieli, dove un pastore di nome Comstock regna sovrano e dove ci ritroveremo a fare i conti con dei fantasmi del nostro passato. Anche in questo capitolo il giocatore può utilizzare sia le armi da mischia o da fuoco che la magia per poter eliminare i nemici, dai fulmini ai corvi, dal teletrasporto ad altre abilità uniche per un totale di 8, le quali possono essere unite tra loro per creare attacchi devastanti.

Per spostarsi nei vari quartieri della città, si utilizzano le Skyline, funivie sospese, sulle quali è possibile muoversi utilizzando uno speciale ordigno, che consente allo stesso tempo di infliggere danni o sentenze mortali agli avversari. A differenza di Rapture la libertà di esplorazione offerta dalla città sospesa è nettamente superiore, dai collezionabili da scovare per ottenere maggiori informazioni sulla trama ad armadietti, forzieri e casse da saccheggiare per recuperare munizioni, potenziamenti ed altro ancora.

Coloro che per la prima volta si avvicinano alla serie Bioshock, hanno la possibilità in una sola collection di giocare tutta la storia partendo dai DLC di Infinite e concludendo il tutto nelle profondità di Rapture, giocando la serie in ordine cronologico piuttosto che di uscita, avendo quindi una chiara visione della misteriosa e intrigante trama che Ken Levine ha preparato.

4.0

Una collection che merita l'acquisto rivolta sia a chi come me è cresciuto con la serie ponendosi domande su domande e cercando di spiegare il finale della stessa che ai nuovi giocatori, i quali sono alla ricerca di una ventata di aria fresca, un FPS unico nel suo genere in grado di coinvolgere il giocatore con una trama unica e misteriosa unita ad un gameplay frenetico e mai monotono.

Giovanni Damiano

Appassionato di videogiochi, telefonia, informatica e intrattenimento. Nato con un controller tra le mani vive in una remota zona della Transilvania in attesa di giochi da completare. La sua prima parola è stata “Press Start”! Cresciuto con un NES 8 BIT ha raggiunto l’illuminazione con la nextgen e i VR

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