Outcast – Second Contact: Recensione, Trailer e Gameplay

Pubblicato da: Giovanni Damiano- il: 21-11-2017 9:21

Nel lontano 1999, arrivò sul mercato il primo open world su PC, ci stiamo riferendo a Outcast, ed oggi a distanza di 18 anni circa, viene riproposto in chiave “Remastered” anche su Console, dopo il lancio su PC avvenuto nel 2014, a seguito del fallimento della campagna crowdfunding per la realizzazione del reboot. 

Outcast – Second Contact Recensione

Il protagonista del gioco è Cutter Slade, il quale si ritrova in un mondo fortemente sci-fi, richiamato dall’esercito, per risolvere una situazione di grave pericolo, venutasi a creare a seguito di un’esperimento fallito.

Alcuni scienziati hanno aperto un varco dimensionale, il pianeta Terra rischia di scomparire, la causa? Una sonda inviata nella dimensione opposta si è guastata, toccherà a noi intraprendere il viaggio intergalattico, per ripararla.

Ad accompagnare Cutter nella sua missione, vi è la scienziata Marion Wolfe. Durante il viaggio qualcosa non va per il verso giusto e Cutter si risveglia confuso e disorientato, in una cittadina aliena, e qui che parte la nostra avventura.

Cutter viene considerato dalla popolazione aliena, come una sorta di messia, venuto a salvare non solo la sua amata Terra. Fin dai primi minuti di gioco, faremo la conoscenza del sistema di dialoghi a scelta multipla, il capostipide dei giochi di ruolo, portandoci a dialogare per svariati minuti, con gli abitanti interagibili, allo scopo di comprendere maggiori dettagli sulla nostra missione, sbloccando quest secondarie ed elementi utili. 

Come accennato, Outscast è il padre degli open world, proponendo il primo ma non troppo vasto mondo da esplorare, alla ricerca di informazioni su come trovare e riparare la sonda. Nel corso dell’avventura, siamo dunque chiamati a recuperare delle schede elettroniche necessarie per la riparazione della sonda.

Dopo aver portato a termine un breve ma obbligatorio tutorial iniziale, nel quale possiamo apprendere le nozioni base per sopravvivere nella nuova dimensione, ci ritroviamo ad esplorare i primi scenari, alla ricerca di missioni da completare ed oggetti da recuperare.

La quantità di elementi che contribuisce a rendere credibili gli ambienti, pur trattandosi di un’avventura datata, è molto generosa, ponendoci di fronte a vasti panorami con esopianeti titanici da ammirare.

Non solo la fauna e la vegetazione, ma anche gli abitanti del pianeta sono suddivisi per razze ben definite, caratterizzate da un’aspetto differente. Come ogni open world che si rispetti, non manca la possibilità di maneggiare e migliorare armi ed equipaggiamento, creare munizioni ed altro ancora.

Se il gameplay risulta più reattivo e veloce, fluido e dinamico di un tempo, non possiamo dire lo stesso per il comparto grafico, il quale marca pesantemente, l’età del titolo, con animazioni e modellazioni discutibili.

La modellazione dei personaggi appare dunque spigolosa, con animazioni limitate alla tecnologia dell’epoca, tramutando il tutto in una semplice Hdizzazione piuttosto che Remastered. Nuotare risulta purtroppo un’esperienza da incubo, e la gestione della camera, non aiuta di certo ad orientarsi come si dovrebbe.

Presente qualche calo di frame, sopratutto nell’edizione console, nonostante gli scontri a fuoco e il sistema di puntamento risultino soddisfacenti. Le scene di intermezzo sono state completamente ridisegnate in stile visual novel, curate e degne di nota ma con un doppiaggio irritante e inadatto.  

La qualità finale del prodotto, nonostante permetta a chi è cresciuto con Outcast, di rivivere una delle glorie del passato, non giustifica il costo elevato per l’acquisto del prodotto, sopratutto in un periodo in cui le grandi uscite eclissano un titolo già vecchio. 

Outcast – Second Contact GAMEPLAY TRAILER

6.3

Grafica
6.0
60%
Gameplay
5.8
58%
Sonoro
5.5
55%
Longevità
7.5
75%
Trama
6.5
65%

Giovanni Damiano

Appassionato di videogiochi, telefonia, informatica e intrattenimento. Nato con un controller tra le mani vive in una remota zona della Transilvania in attesa di giochi da completare. La sua prima parola è stata “Press Start”! Cresciuto con un NES 8 BIT ha raggiunto l’illuminazione con la nextgen e i VR

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