The Last Guardian: Recensione, Trailer & Gameplay

Pubblicato da: Giovanni Damiano- il: 19-12-2016 7:43

Dopo 9 lunghi anni di sviluppo, l’ultima fatica di Fumito Ueda è finalmente approdata su Playstation 4, parliamo naturalmente di The Last Guardian, ed oggi vogliamo condividere con voi la nostra Recensione.

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La bestia e il bambino

La storia di The Last Guardian sembra uscita da un besteller o un film di successo e narra le vicende di un bimbo ed una strana creatura, i quali si ritroveranno a stringere un rapporto di amicizia cosi profonda che legherà i due per l’intera durata del titolo.  Fumito Ueda ha voluto focalizzare l’attenzione su questo aspetto, aggiungendo diversi ingredienti al calderone di emozioni che ruotano attorno ad un gioco che ha molto da offrire se non fosse per la presenza di un gameplay monotono quanto ripetitivo e a volte frustrante.

Nel corso del gioco il rapporto con Trio, la creatura alata misteriosa e malinconica, ci consentirà di impartirgli ordini di vario tipo, dal “salta la sporgenza” al “corri a più non posso per poi spiccare il volo” comandi essenziali quanto richiesti per superare i tanti enigmi proposti e per proseguire l’avventura. Potremo quasi affermare che il gameplay si divide essenzialmente in due parti, nei panni del bimbo dovremo tirare leve, trovare i barili di luce per nutrire Trico ed aprire la strada alla creatura, impartendo ordini a quest’ultima potremo scalare torri, colonne, eliminare i nemici ed ostacoli posti durante il cammino.

The Last Guardian Trailer

Nei primi momenti di gioco avremo a disposizione una sorta di scudo che ci consente di sfruttare il potere situato nella coda di Trico per sparare delle onde energetiche verso nemici ed ostacoli, anche se nella maggior parte del titolo ci ritroveremo ad appoggiarci alla sua forza brutale, costringendoci a tranquillizzarlo dopo il combattimento. Non vi sono enigmi particolarmente complessi da risolvere, il tutto ruota attorno all’assenza di un radar, una mappa o un qualsiasi altro aiuto che ci indichi la via da percorrere, lasciando il tutto nelle mani o meglio dire negli sguardi di Trico che di tanto in tanto quando ci vedrà in panne si recherà autonomamente verso l’obiettivo da raggiungere o ci farà capire cosa fare.

Eliminando tutti gli HUD presenti nella scena, Fumito ha reso The Last Guardian una vera e propria esperienza cinematografica, se non fosse per l’eccessiva presenza di cali di frame in grado di rompere quella magia e coinvolgimento che si crea di tanto intanto, ritrovandoci ad assistere a sequenze o sessioni di gioco scandalose, nonostante la potenza della Playstation 4 Pro. Scenari che ricordano lontanamente ICO e Shadow of Colossus con un sistema di illuminazione cosi elevato da costringere il giocatore a giocare con le impostazioni del televisore per riportare la situazione alla normalità e per avere un minimo di visibilità. 

The Last Guardian Gameplay

Una longevità che si attesta sulle 10 ore circa se non fosse per la presenza di collezionabili da trovare, barili di luce che oltre a consentire lo sblocco del Trofeo in molti casi sono obbligatori per nutrire Trico. La creatura nonostante le sue dimensioni teme degli strani specchi, costringendo il giocatore a romperli buttandoli giù o utilizzando il potere della bestia. Non vi sono nemici o strane creature da sconfiggere ma solo delle guardie di luce che cercheranno di rapire il bimbo e toccherà a Trico annientarle. 

Un puzzle game in cui la storia la fa da padrone e dove fattori come la monotonia, ripetitività e frustrazione di un Trico che ignora deliberatamente in molti casi i comandi impartiti, vengono messi da parte di fronte a scene strappa lacrime o allo sguardo bastonato della creatura. Un gioco che ha molto da offrire in termini di sceneggiatura ma che dopo 9 anni di sviluppo travagliato dimostra di come nonostante le tecnologie di cui oggi disponiamo, molti aspetti del titolo siano legati in qualche modo alle meccaniche di un tempo.

3.0

Una meravigliosa esperienza videoludica "cinematografica" che vi terrà incollati allo schermo per l'intera durata, nonostante per completarlo consumerete intere caraffe di caffè per non addormentarvi a causa della monotonia di un gameplay forzato.

Giovanni Damiano

Appassionato di videogiochi, telefonia, informatica e intrattenimento. Nato con un controller tra le mani vive in una remota zona della Transilvania in attesa di giochi da completare. La sua prima parola è stata "Press Start"! Cresciuto con un NES 8 BIT ha raggiunto l'illuminazione con la nextgen e i VR

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