[Recensione] Until Dawn

Pubblicato da: Giovanni Damiano- il: 25-08-2015 7:59 Aggiornato il: 15-02-2017 10:04

Dopo essere sopravvissuti ad una notte di terrore tra le montagne innevate di Until Dawn, vogliamo condividere con voi la nostra esperienza sulla nuova esclusiva Playstation 4.
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Until Dawn: L’inizio della fine

Until Dawn narra la storia di 8 ragazzi che decidono di trascorrere un weekend in una baita sperduta tra le montagne innevate, un banale scherzo si trasforma in una tragedia portando i protagonisti di questa terrificante avventura a vivere l’esperienza più traumatica e spaventosa che potrebbe costargli la vita.

Sulle orme di Heavy Rain e Beyond, Until Dawn ci porta in un mondo di gioco in cui ogni nostra decisione ha delle conseguenze, da una semplice risposta al percorso che decideremo di intraprendere durante una fuga, dal modo in cui affronteremo un pericolo ai luoghi che decideremo di visitare e le porte che apriremo.  La nuova esclusiva di casa Sony è in grado di tenere incollati allo schermo tutti coloro che intraprenderanno questo viaggio, sia per la curiosità di scoprire maggiori dettagli sulla trama che per la colonna sonora cosi agghiacciante da far restare sulle spine il giocatore in attesa di uno scarejump.

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Non aprite quella porta

Nel corso dell’avventura, gli 8 ragazzi dovranno vedersela con un Killer che deciderà di giocare con loro come l’enigmista fa con le sue prede, uno strano individuo armato di lancia fiamme che girovaga per le montagne innevate con un solo obiettivo da portare a termine ed altri pericoli inaspettati. Proprio come accade in SAW, anche in Until Dawn avremo delle scelte da compiere che ci permetteranno o meno di salvare il giovane in pericolo, mettendoci a volte di fronte a decisioni difficili da prendere nel giro di pochi secondi.

Tutto ruota attorno al modo in cui il giocatore deciderà di affrontare la partita, difatti ad ogni fine capitolo uno psicologo ci analizzerà ponendoci delle domande alla quale dovremo rispondere e che potrebbero cambiare il corso del gioco tramite l’effetto cosi detto “farfalla” in cui ogni giocatore ha piena libertà di decidere sulla vita dei giovani e giungere ad un finale differente.  Esplorando gli scenari, ci imbatteremo non solo in elementi con i quali potremo interagire per avere maggiori info sulla trama, ma anche in totem di vari colori che ci permetteranno di avere delle premonizioni su un possibile futuro.

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Cogli l’attimo fuggente

Oltre alle scelte che potremo fare tramite lo stick analogico del controller, non mancano numerosi quick time event sullo schermo, sia durante una fuga che un’arrampicata. Il giocatore dovrà premere i tasti richiesti nel giro di pochi secondi per evitare di finire in una spiacevole situazione che potrebbe costare la vita al giovane di turno. In Until Dawn avremo la possibilità di controllare a rotazione ogni personaggio cambiando la storia in 1000 modi possibili, sia attraverso le scelte prese durante i dialoghi che le azioni compiute durante l’esplorazione.  In qualsiasi momento premendo lo Start accederemo ad un inventario dove consultare gli indizi o i totem raccolti, le note e le scelte prese durante l’avventura, le info sul carattere del personaggio che stiamo utilizzando e molto altro ancora.

Una decisione presa è un’azione compiuta e non è possibile tornare indietro, rispondere nella maniera più giusta ad una domanda o affermazione, scegliere il percorso migliore da intraprendere e decidere la maniera in cui agire in una determinata situazione muterà per sempre la storia, se in alcuni momenti è possibile prendersi tutto il tempo per rispondere, in altri invece l’attesa sarà fatale e a volte ci si ritroverà a premere tasti o decisioni a caso per la fretta di sfuggire da morte certa.

Conclusione e Considerazioni personali

Until Dawn è riuscito a tenermi incollato al televisore per tutta la sua durata, grazie ad una storia intensa, agghiacciante e con numerosi colpi di scena, una colonna sonora in grado di tenere qualsiasi giocatore con l’ansia e un nodo in gola in attesa di uno scarejump banale ma in grado di far saltare il giocatore dalla sedia, e un sistema di scelte ben strutturato e studiato per mutare il gioco di continuo, facendo leva sul fattore rigiocabilità per scoprire l’altro lato della medaglia.

Giovanni Damiano

Appassionato di videogiochi, telefonia, informatica e intrattenimento. Nato con un controller tra le mani vive in una remota zona della Transilvania in attesa di giochi da completare. La sua prima parola è stata "Press Start"! Cresciuto con un NES 8 BIT ha raggiunto l'illuminazione con la nextgen e i VR

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