Il nuovo capitolo presentato da Activision Blizzard si presenta come il sequel di Modern Warfare, che vi vedrà alle prese con corruzioni, tradimenti, spargimenti di sangue e tante tante pallottole. Da un punto di vista di gameplay, non ci sono moltissime novità ma il gioco è di ottimo impatto visivo, soprattutto per chi ha gradito il capitolo precendete. Ecco a voi Call of Duty: Modern Warfare 2.
Call of Duty: Modern Warfare 2 è un vero e proprio sequel di Call of Duty 4. La trama prende luogo cinque anni dopo la morte di Imran Zakhaev (ucciso da noi stessi con l’aiuto del capitano Price, nel capitolo precedente). Quello che però non ci si attendeva, è accaduto. Zakhaev viene celebrato come un vero e proprio eroe, al punto che viene eretto un areoporto in suo onore.
Il principale antagonista che dovrete affrontare in questa nuova avventura è Makarov, un mercenario seguace di Zakhaev, un “venduto” ai più potenti. Nulla di nuovo, almeno finchè non scoprirete il tradimento di uno dei vostri generali, precisamente Shepherd (Generale della Task Force 141).
Per chi ha giocato il primo Modern Warfare, il gameplay di questo nuovo capitolo suonerà molto familiare, in quanto di differenze in fatto di controlli, movimenti o giocabilità non ve ne sono. Alcune chicche sono state inserite per dare una ventata di fresco al nuovo capitolo. Le missioni prenderanno luogo in diverse zone del globo (Russia, Kazakhistan, Afghanistan, Rio de Janeiro e Washington D.C.) e vi vedranno alle prese con diverse tipologie di “azione”, tra cui il classico stile “stealth” in cui dovrete muovervi fra i nemici senza che riescano ad individuarvi.
Di grande impatto è una delle missioni in Russia (“Cliffhanger“) dove, impersonando il soldato Gary “Roach” Sanderson (al seguito del già visto John “Soap” Mac Tavish), dovrete scalare una montagna ed infiltrarvi in una base per recuperare dei moduli ACS. A darvi una mano sarà lo stesso Soap e la tempesta di neve, che vi aiuterà a non essere individuati dai nemici. Le cose, ovviamente, non andranno proprio come avrebbero dovuto e per raggiungere il punto di prelievo dovrete affrontare una discesa spaventosa a bordo di una motoslitta inseguiti dalle guardie della base russa (davvero emozionante).
Novità assoluta di questo capitolo, la troverete nella missione “Niente Russo“, in cui il soldato Joseph Allen, diventa un infiltrato della CIA (precisamente della Taskforce 141). In questa missione sarete sotto le mentite spoglie di Alexei Bordin e vi troverete nell’aereoporto dedicato a Zakahev proprio con Makarov ed i suoi scagnozzi. Per guadagnare la fiducia del mercenario e non far saltare la vostra copertura, sarete costretti allo sterminio dei civili presenti nell’aereoporto e della polizia che cercherà di ostacolarvi. Tutto inutile, però, in quanto la vostra copertura era già saltata, così come la vita dell’infiltrato. Questa missione ha fatto crescere tantissimi problemi ed infatti, la prima volta che farete partire il gioco, notarete un avviso che vi da’ la possibilità di saltare una missione dal contenuto “violento”. Nell’edizione del gioco Russa, oltretutto, questa missione è stata completamente rimossa dal gioco.
Davvero impressionante è la missione “Vespaio“. Dopo l’inseguimento del trafficante Alejandro Rojas, sarete messi alle strette dai mercenari e dovrete fuggire fino al punto d’estrazione. In una sequenza animata, dopo un salto, perderete la presa ed a sorpresa, il vostro compagno non riuscirà a tirarvi su salvandovi. Al contrario, cadrete e vi ritroverete disarmati, in fuga disperata sui tetti delle favelas, sotto costante fuoco nemico.
Diciamo che in questo capitolo, le sorprese non mancano. Soprattutto quando, dopo aver fatto irruzione nel Gulag alla ricerca del prigioniero 627 (che dovrà essere usato come esca per catturare Makarov) scoprirete che altro non è che il Capitano Price (il quale sembrava essere morto alla fine del primo capitolo).
A questo punto le cose cominceranno a prendere una piega alquanto strana. Price sembra essere un pazzo squilibrato e non dà ascolto agli ordini del Generale Shepherd. Così facendo, riuscirete ad infiltrarvi in una base russa fino ad un sottomarino, dal quale poi vedrete partire un razzo a carica nucleare. L’imprevisto coglierà tutti di sorpresa ed il missile si schianterà causando perdite delle quali Shepherd non sembra preoccuparsi (bellissima la scena ambientata nello spazio in cui vedrete l’effettivo impatto al suolo ed esplosione del sovracitato missile).
L’impatto avrà conseguenze disastrose, soprattutto per il soldato James Ramirez e la US Army Ranger, i quali si troveranno davanti ad una Washington DC distrutta, con le apparecchiature elettroniche fuori uso (probabilmente a causa delle scariche elettromagnetiche causate dall’esplosione).
Dopo la ricerca di Makarov (al termine della ricerca del suo nascondiglio fra Russia e Georgia) capirete che la sfiducia di Price nei confronti del Generale Shepherd non era proprio sintomo di una deviazione mentale. Infatti, Shepherd ucciderà sia il Sergente Roach che il compagno Ghost (in una disperata scena che si concluderà con i vostri corpi in fiamme). Vi ritroverete quindi a dover fuggire sia dai mercenari che dalle forze militari al comando del Generale Shepherd nella missione “Il nemico del mio nemico”, ambientata in un vero e proprio cimitero di aerei che si concluderà con la vostra fuga a bordo di un veicolo che dovrete far salire a bordo di un aereo.
Nelle due missioni finali di Modern Warfare 2, vi ritroverete a dover dare la caccia a Shepherd, aiutati dal vecchio amico Price. La scena conclusiva (nella quale vi troverete dopo un’emozionante inseguimento a bordo di un gommone motorizzato e l’esplosione dell’elicottero con il quale Shepherd cercava di fuggire) ricorda moltissimo il primo capitolo, con qualche piccola novità. Proprio quando penserete di aver raggiunto Shepherd, riuscirà a mettervi fuorigioco piantandovi un coltello nel costato. A quel punto interverrà il capitano Price mentre voi, a terra, non potrete far altro che assistere allo scontro a mani nude fra i due, almeno finchè non deciderete di metter mano alla vostra forza di volontà estraendo il coltello dal vostro corpo e lanciandolo a Shepherd.
Passando all’aspetto più “strutturale” del gioco, possiamo affermare con certezza che è stato fatto un ottimo lavoro per quanto riguarda il realismo delle zone in cui è ambientato il gioco (percorrere una strada di Washington DC distrutto o penetrare all’interno degli strettissimi vicoli formati dalle favelas in Rio De Jainero, è da brividi), le armi (un buon realismo mischiato ad un arcade che non guasta mai) e le animazioni dei personaggi (le ragdoll sono ben realizzate, ma diciamo chei personaggi rimangono ancora piuttosto inespressivi).
A parte tutte le ottime chicche e novità, essenzialmente, Modern Warfare 2 non presenta un completo rinnovo se messo al confronto del suo precedente capitolo. Insomma, è un seguito del primo capitolo in tutto e per tutto (il che può piacere come anche no).
Per quanto riguarda il gameplay del multiplayer, non c’è molto da dire per quelli che hanno già provato questa funzione in COD 4. Lo stile di gioco è praticamente lo stesso ma comunque presenta tantissime modalità tra le quali scegliere:
Come sicuramente avrete notato, le modalità che saltano subito all’occhio sono quelle che permettono di utilizzare la terza persona. Inoltre, non tutte le modalità saranno accessibili da subito, questo per incoraggiare i giocatori a migliorare le proprie statistiche per provare le nuove tipologie di battaglia offerte. E’ possibile notare (tramite le statiche dei giocatori presenti) che la modalità più utilizzata al momento è proprio la prima, il classico Deathmatch a squadre, mentre le novità introdotte sembrano quasi essere snobbate dalla gran parte della community. Probabilmente questo accade perchè il Deathmatch a squadre permette di fare punti più velocemente e quindi salire di livello con più facilità.
Grande novità della modalità multiplayer è la mancanza dei server dedicati. Da un punto di vista prettamente pratico, questa “mancanza” non si fa sentire molto. I server vengono gestiti da IWnet che provvede a raggruppare un determinato numero di persone in una lobby, sceglie l’host migliore (ossia, quello con la connessione migliore) e quindi avvia la partita. Il tutto avviene automaticamente dopo la scelta della modalità preferita. Certo, questo rende impossibile la scelta di un server preferito e se per pura casualità, nella partita scelta da IWnet, nessun giocatore ha una connessione decente, si potrebbero accusare dei rallentamenti.
In ogni caso, la scelta degli sviluppatori è stata presa sicuramente in merito a quanto successo con il primo capitolo di Modern Warfare, che poco dopo la sua uscità, si è ritrovato pieno di server dedicati crackati. Eliminandoli, quindi, si è resa difficile la vita ai “pirati“, ma questa è un’altra storia.
Altra scelta che ha fatto storcere il naso a molti fan di COD 5 è stata quella di implementare una modalità cooperativa che non permette di giocare la campagna principale del gioco. Invece, i giocatori dovranno affrontare diverse sfide per conquistare delle stelle che permetteranno di avanzare nella modalità e giocare le missioni successive. Di seguito le varie missioni:
La modalità singleplayer di Modern Warfare 2 si presenta con delle ottime novità che rendono sicuramente interessante l’immersione videoludica in questo nuovo di titolo. Il gameplay rimasto invariato rende facile la vita ai giocatori del precedente capitolo e quindi molto semplice prenderci la mano. Il multiplayer (sostanzialmente identico a quello di COD 4) non presenta grandi novità se non per alcune nuove modalità e la già citata IWnet. La modalità cooperativa, invece, è un’ottima sfida per chi vuole divertirsi insieme ad un proprio amico e spesso mette in difficoltà se il lavoro di squadra non viene sapientemente utilizzato. Insomma, per chi ha interesse nel seguire lo svolgimento della storia lasciata “in sospeso” con COD 4, Modern Warfare 2 è sicuramente un “must have”.
Grafica - 8 - Il comparto grafico è di ottimo impatto visivo. Come dicevamo in precedenza, i volti sono ancora piuttosto inespressivi ma tutto si rifà nelle bellissime esplosioni, colpi sparati, armi dettagliate e così via.
Audio - 9 - Le musiche sono ben collegate all’azione e di ottimo trasporto. Il doppiaggio italiano è di qualità e rende ancor più facile l’immersione nell’avventura.
Giocabilità - 8 - Invariata (per quanto riguarda i controlli) dal precedente capitolo. Qualche arma nuova (degno di nota è il grandioso Predator) e nuove tipologie di missioni (spettacolari le varie fughe a bordo di veicoli) rendono piacevolissimo questo titolo.
Longevità - 9 - Ottima. Il gioco (a modalità Esperto) sembra già mettere il giocatore in gran difficoltà in determinate situazioni. Ci sono ben 7 ore di gioco complessive che rendono molto interessante la campagna singleplayer. Ad allungare la giocabilità di questo titolo ci pensano la modalità multiplayer e quella cooperativa.
Totale - 8,5 – Call of Duty: Modern Warfare 2 è sicuramente un ottimo titolo che pur non presentando grandi innovazioni nel comparto grafico, dei controlli od innovazioni degne di nota per quanto riguarda la struttura e giocabilità dei livelli, fa il suo dovere immergendo completamente il giocatore in un’avventura mozzafiato, divertente e molto emozionante.
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