Strana acconciatura, ninja, spade, sangue ed una buona dose di divertimento. Tutti ottimi aspetti che fanno di Afro Samurai un gioco sicuramente da provare ma che, in ogni caso, presenta qualche piccolo difetto a livello di visuali e monotonia.
Afro Samurai è sviluppato dalla Namco Bandai Games e si presenta come un violentissimo (ma decisamente soddisfacente e divertente) videogioco beat em up (o hack n slash) con personaggi realizzati ad hoc in cel-shade ed un’ottimo slow-motion per i momenti di “smembramento”. Dividerete letteralmente dei ninja in due parti, guardando il loro torso collassare su se stesso in una pozza di sangue. Segni come questo rendono il combattimento insanamente divertente anche se, in determinati punti, si sente la mancanza di standard di alcuni predecessori come Ninja Gaiden o Devil May Cry. Inoltre, un platforming piuttosto malrealizzato e delle inconsistenze nel ritmo di gioco, bloccano Afro Samurai dal raggiungere il suo potenziale ma i combattimenti e la dedizione con cui sono stati realizzati, lo rendono un buon titolo che si differenzia molto dall’essere una semplice e continua pressione di pulsanti.
Non c’è molto da sapere. Siete un samurai Afro con una bella acconciatura che sa qualcosa di spade. E’ una storia di vendetta, avete la bandana Numero Due e siete alla ricerca di Okiku, il ninja che ha ucciso vostro padre e che, al momento, è il Numero Uno.
In cima a tutto, c’è ovviamente il combattimento che prende spunti da molti videogiochi dello stesso genere. Potrete utilizzare attacchi deboli o potenti, prendere a calci i vostri nemici e combinare queste tre tipologie di attacco in un’ampia serie di combo. Solamente con questi attacchi basilari, il sangue sullo schermo fluirà a fiumi ma se proprio volete punire i vostri avversari, al meglio, allora dovete assolutamente utilizzare lo slow-motion. Con una semplice trazione della levetta, riuscirete a rallentare il tempo, aggiustare la traiettoria della vostra spada e tagliare teste, dita od interi arti dei vostri nemici.
Lo slow-motion dovrà essere ricaricato eseguendo (e facendo si che vadano a buon fine) delle combo ma, in ogni caso, non resterete mai troppo a lungo senza questa funzionalità che, unita al consueto “button-smashing”, rendono i combattimenti soddisfacenti e divertenti.
Inoltre, altre piccole mosse sono presenti per pepare ancor di più le cose, come gli attacchi sprint, parate e deviazione dei proiettili (complicato da imparare, ma utile in determinate situazioni).
Quando non sarete alle prese con qualche ninja che vuole farvi le feste (ed accadrà molto spesso), Afro Samurai cominciare a far vedere i suoi primi problemi a causa di una meccanica di platforming davvero mal costruita. Le sezioni di salto (orrende, se mi si permette il termine) sono facili da digerire in piccole dosi ma si possono rivelare come frustanti sequenze più avanti nel gioco.
Potrete saltare qui e là, correre sui muri ed appendervi a degli appigli ma, come regola, non potrete farlo sempre. Il gioco sembra volere che lo facciata esclusivamente quando è strettamente necessario ed a sua esclusiva scelta; in più, sono utilizzati solamente per passare da un punto ad un altro, niente di più.
Questo, lascia le sorti del videogioco completamente in mano al sistema di combattimento che, in ogni caso, se la cava egregiamente. Afro Samurai vi continuerà ad intrattenere a lungo, con una buona varietà di nemici ed alcuni obiettivi secondari alla lotta. Anche alcune battaglie con i boss, saranno piuttosto memorabili e divertenti da seguire. Dei livelli, poi, (come ad esempio la battagliata potratta con Akuma) saranno meno incentrati sul combattimento ma risplenderanno di piacevolezza grazie ad un ottimo scriptwriting e degli attori favolosi.
Analizzando più accuratamente il videogioco, in ogni caso, il combattimento non riesce a coprire più di molto i problemi di platforming e ritmo di gioco. Vi capiterà, in alcuni livelli, di passare fin troppo tempo, vagando per la mappa alla ricerca di qualche nemico mentre, in altri, pregherete che le ondate di ninja smettano di attivare. Le battaglie con i boss, per quanto divertenti possano essere, non possono essere definite come delle vere e proprie sfide, ma un semplice passaggio. Piuttosto semplici. La telecamera, poi, di certo non aiuta il tutto. Non che la visuale non sia buona ma, capita troppo spesso che si blocchi negli angoli alti, dietro alcuni oggetti (precludendo la visuale), specialmente in combattimenti in luoghi “stretti”. Chiunque ricorrerebbe alle opzioni ma, purtroppo, anche la possibilità di customizzare la telecamera è un altra mancanza di Afro Samurai. E’ possibile modificare l’asse Y ma non l’asse X, il che risulta nell’essere forzati a giocare con i comandi invertiti quando si muove la camera da una parte all’altra.
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